FONDAZIONE POLIAMBULANZA: “PROGETTO SMS”, IL FILO DIRETTO TRA SALA OPERATORIA E FAMILIARI

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Brescia, 18 aprile 2019 – Un sistema di messaggistica istantanea per informa la famiglia del paziente sugli step dell’iter chirurgico: un sms quando il paziente entra effettivamente in sala operatoria, un sms quando finisce l’intervento chirurgico e uno quando il parente esce dal blocco operatorio. Serve per tranquillizzare i parenti del ricoverato, informandoli di quanto avviene. Un vero filo diretto tra la sala operatoria e il parente in attesa, per diminuire ansia e preoccupazioni, un’idea semplice quanto innovativa, ‘dalla parte delle famiglie’ che aspettano notizie, che a volte tardano ad arrivare perché semplicemente il chirurgo deve terminare altri interventi ed esce dalla sala operatoria dopo ore. Con grande apprensione per chi è fuori. Questo progetto pilota vede protagonista l’Unità Chirurgica Cardio Vascolare del Poliambulanza di Brescia, diretta dal dr. Raffaello Bellosta, e verrà poi esteso a tutti i reparti. “Uno dei momenti più importanti che caratterizzano un’operazione chirurgica è la richiesta di notizie da parte dei parenti – spiega Bellosta -. Da qui, l’idea di un nuovo servizio, unico a Brescia e tra i primi in Italia”. “I momenti tecnici dell’intervento sono diversi da quelli che ci si aspetta – prosegue Bellosta -. Ad esempio, si pensa che quando il paziente entra in sala operatoria, inizi subito l’intervento chirurgico, e che esca subito dopo. La realtà dei fatti è diversa, perché c’è la preparazione, al termine il risveglio ecc. Quindi, se va bene, l’intervento non inizia prima di mezz’ora, o anche un’ora. Il parente che è in attesa quindi percepisce dei tempi molto lunghi, che aumentano la sua ansia. Con questo Progetto SMS invece lo informiamo di questi tempi tecnici, col risultato di tranquillizzarlo. Si crea una sorta di filo diretto con il familiare, dalla sala operatoria a quando esce”. L’Unità Chirurgica Cardio Vascolare farà da apripista in quanto reparto più ‘smart’, ma l’obiettivo è quello di estendere il servizio a tutti i reparti della Poliambulanza nel giro dei prossimi mesi”.

SANITA’: FONDAZIONE POLIAMBULANZA RICONOSCIUTO COME CENTRO D’ECCELLENZA PER LE MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI

Circa 1.000 pazienti lo scorso anno si sono rivolti all’ospedale bresciano per la cura delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali 

Poliambulanza: Sede (ingresso)

 

 

 

 

 

 

Brescia, 7 marzo 2019 – E per la qualità dei trattamenti offerti l’ospedale bresciano è stato oggi ammesso nelle fila di una importante società scientifica, IG-IBD, Gruppo Italiano per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, che promuove la ricerca clinica e di base a livello nazionale e internazionale. Tra 150mila e 200mila sono le persone in Italia affette da queste patologie complesse, che impattano notevolmente sulla qualità di vita e che hanno un alto costo anche per il paziente. Secondo i dati di una associazione di pazienti (AMICI) ogni anno le famiglie con una persona colpita da queste malattie devono affrontare una spesa di circa 750 euro. Ogni anno sono 10,5 su 100 mila abitanti i nuovi casi che si registrano in territorio nazionale. Complessivamente 100 su 100mila abitanti sono affetti da malattia di Crohn, e 121 su 100mila abitanti da colite ulcerosa. Alla IG-IBD aderiscono gastroenterologi, chirurghi, anatomo-patologi, biologi, nutrizionisti, statistici. “Siamo lieti di accogliere Poliambulanza nel nostro gruppo – commenta il prof. Alessandro Armuzzi, Segretario Generale della IG-IBD -. È per noi un’occasione per ampliare la Rete e godere di un importante contributo non solo clinico ma anche scientifico. Ma soprattutto di collaborare per un obiettivo comune: la diffusione della conoscenza e il miglioramento delle cure”.“L’alleanza terapeutica e l’approccio multidisciplinare rappresentano un aspetto indispensabile nella cura delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali – chiarisce Cristiano Spada, Responsabile Unità Operativa di Endoscopia Digestiva di Fondazione Poliambulanza -. Nello specifico il morbo di Crohn può presentare, infatti, manifestazioni extra-intestinali ed interessare anche le articolazioni, il fegato, gli occhi e l’epidermide. È quindi necessario il coinvolgimento di esperti afferenti a diversi ambiti disciplinari”. Altro elemento che caratterizza le MICI è la cronicità. “Un paziente affetto da colite ulcerosa o da malattia di Crohn – continua il dott. Cristiano Spada – è un paziente medicalizzato a vita, che ha necessità di assumere farmaci costantemente e di sottoporsi a controlli periodici e continui. La ricerca costituisce, quindi, l’unica arma a disposizione per migliorare lo scenario futuro”.

 

BRESCIA: POLIAMBULANZA E AVIS IN RETE PER CONTROLLARE A DISTANZA LA SALUTE DEL CUORE

Elettrocardiogramma al momento della donazione del sangue, invio digitale e referto dall’ospedale bresciano

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Brescia, 22 febbraio 2019 – Un servizio di telecardiologia presente in maniera sempre più capillare sul territorio lombardo. È quanto reso possibile dalla collaborazione tra Fondazione Poliambulanza e la sede provinciale Avis di Brescia. Per la prima volta in Italia i donatori volontari potranno eseguire un elettrocardiogramma nel luogo in cui saranno sottoposti a trasfusione e, dopo poco, avere il referto. Sarà, infatti, un medico del Dipartimento Cardiovascolare di Poliambulanza a valutare il tracciato e dare il referto, senza necessità di lasciare l’ospedale bresciano. “Siamo onorati della collaborazione con Avis – commenta Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza –, che rappresenta un’ulteriore e importante conferma di apprezzamento del servizio di telecardiologia da noi erogato. Ma non solo. È il primo passo per dare il via a una serie di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione, che vedono Avis e Poliambulanza attivamente impegnate. Inoltre attraverso il supporto tecnologico fornito da CardioCalm sarà possibile portare la cardiologia ospedaliera su tutto il territorio”.A manifestare il proprio soddisfacimento per tale adesione è anche Fabio Badilini, Presidente di CardioCalm. “La partnership con Avis è per noi molto importante – dichiara Badilini – in quanto significa far arrivare la nostra tecnologia a una delle realtà istituzionali maggiormente radicate nel territorio. Oggi iniziamo con Avis Brescia, ma l’obiettivo è portare questa collaborazione a livello nazionale tessendo una rete in tutta la penisola”. Per il progetto è stato scelto un elettrocardiografo digitale basato su tablet con sim-card preinstallata, aspetto che consente ad Avis di erogare la prestazione presso la sede Provinciale e potenzialmente in tutte le 102 sezioni bresciane.

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Fondazione Poliambulanza premiata Top Employers 2019

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Brescia, 4 Febbraio 2019 – Assicurare migliori condizioni di lavoro, investire nella formazione e nello sviluppo del personale, realizzare un’adeguata pianificazione della forza lavoro e assicurare un’ottimale gestione della performance. Sono questi solo alcuni dei punti chiave che hanno consentito a Fondazione Poliambulanza di ottenere la Top Employers 2019, la certificazione rilasciata dal Top Employers Institute, che valuta le realtà aziendali di 118 Paesi al mondo e riconosce le migliori per le Risorse Umane. Per l’anno 2019, 102 sono le aziende che sono state premiate in Italia ed oltre 1.500 nell’intero globo. “Accogliamo con orgoglio questo riconoscimento – esordisce Daniela Conti, Direttore Risorse Umane di Fondazione Poliambulanza -, che mette in luce come Poliambulanza eccella non solo per la qualità delle cure offerte ma anche per le misure volte alla crescita e alla tutela del benessere dei suoi dipendenti. L’attenzione improntata al lavoratore come persona è un aspetto imprescindibile che da sempre guida il nostro operato. Un valore identitario che ci connota e che ci pone in continuità con la mission dei nostri Padri fondatori”.  Tra gli altri aspetti di eccellenza che connotano l’attività dell’ospedale lombardo spicca l’attenzione per lo sviluppo professionale del personale medico e non. Agli infermieri, ai tecnici sanitari ed al personale amministrativo sono indirizzati percorsi di sviluppo finalizzati all’acquisizione e aggiornamento di competenze cliniche o gestionali, nonché agevolazioni per la partecipazione ai Corsi di Perfezionamento ed ai Master gestiti internamente nell’ambito del Corso di Laurea in Infermieristica. Per il personale medico, invece, sono previsti accanto a percorsi verticali, che mirano all’integrazione di competenze cliniche e gestionali, percorsi orizzontali volti alla trasmissione di competenze specifiche in un certo ambito clinico e che possono sfociare, solo in presenza dei requisiti richiesti, in incarichi di carattere clinico. Poliambulanza, inoltre, dà un importante contributo anche nella formazione di medici specializzandi. Da diversi anni, infatti, finanzia, direttamente o con il supporto di altri sponsor privati, l’istituzione di posti aggiuntivi presso le Scuole di Specialità delle Facoltà di Medicina delle Università con le quali sono state stabilite specifiche convenzioni e, in questo modo, consente ai medici di svolgere in sede una parte del percorso di specializzazione.  Poliambulanza come le altre aziende certificate dal Top Employers Institute ha superato un processo di esame, che prevede una survey, in cui vengono sondate tutte le politiche attuate dalle risorse umane all’interno dell’azienda e a cui segue un processo di validazione. Solo se le attività afferenti alle varie aree di indagine superano determinati standard e si configurano come best pratices, l’azienda viene ritenuta idonea per la certificazione. Qualora la realtà aziendale abbia già ottenuto la Top Employers, per confermarsi meritevole di certificazione deve dimostrare non solo il mantenimento degli standard già raggiunti in passato, ma anche un miglioramento del livello delle prestazioni.

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POLIAMBULANZA, UN PONTE TRA BRESCIA E SINGAPORE

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Un intervento di chirurgia addominale d’avanguardia, eseguito per la prima volta al mondo in sincrono in un ospedale italiano e di Singapore. 

 

Brescia, 17 gennaio 2019 –  L’evento di pratica chirurgica che verrà eseguita in parallelo presso il National University Hospital di Singapore e Fondazione Poliambulanza di Brescia. Nello stesso momento, in diretta mondiale, il giorno 22 gennaio 2019, le équipe guidate dal dottor Edoardo Rosso, Direttore del dipartimento di chirurgia generale e specialistica di chirurgia del pancreas e del fegato di Fondazione Poliambulanza e dal dottor Davide Lomanto, Direttore del centro di chirurgia mininvasiva dell’Ospedale di Singapore, saranno coinvolte in una plastica di laparocele, un’operazione per curare l’ernia che insorge a seguito di interventi di chirurgia addominale. 

“L’intervento che eseguiremo per via laparoscopica (in 3D, 4K UHD) permetterà di ripristinare la continuità della fascia muscolare, la cui apertura ha determinato la fuoriuscita dell’ernia – chiarisce il dottor Rosso -. Interverremo con una rete di ultima generazione per un miglioramento della qualità di vita del paziente. Il laparocele causa una modifica del profilo costituzionale del malato e ne condiziona i movimenti. Non va sottovalutato, inoltre, il rischio di chiusura del tratto intestinale e la sua possibile resezione chirurgica”.
La scelta di eseguire l’intervento nelle due realtà ospedaliere ha un obiettivo didattico. “Eseguiremo passaggi diversi tecnicamente, per l’ordine delle procedure e per l’utilizzo degli strumenti – chiarisce la dottoressa Francesca Guerini, componente insieme al dottor Enea Bondioli e al dottor Angelo Gardinazzi dell’équipe chirurgica guidata dal dott. Rosso -. Attraverso il parallelismo sarà possibile per l’osservatore notare le differenze e quindi focalizzare l’attenzione sui vari passaggi”.
L’intervento potrà essere seguito in diretta il 22 gennaio 2019 dalle ore 9.00 alle ore 11.00 (ora italiana) o in differita, inserendo le proprie credenziali sulla piattaforma Hernia U (www.herniau.com).

Poliambulanza, sempre piu’ al servizio del territorio

“Poliambulanza si conferma sempre più come punto di riferimento per la comunità” – commenta Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza 

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Brescia, 19 dicembre 2018 – E’ stata presentata l’attività clinica svolta nel 2018 da Fondazione Poliambulanza. Il documento rappresenta la proiezione dell’attività dell’anno dell’Istituto Ospedaliero bresciano. I pazienti ricoverati nel 2018 sono oltre 31.500, per un totale di oltre 154.000 giornate di degenza. Le operazioni chirurgiche eseguite superano quota 19.300. Per l’attività ambulatoriale complessivamente sono stati registrati 409.000 accessi: 74.500 sono riferibili al servizio di radiologia e diagnostica per immagini, 72.400 al servizio di laboratorio analisi, 16.900 al servizio di endoscopia digestiva, 19.300 al servizio di anatomia patologica e circa 3 mila ai Consultori Cidaf acquisiti nel 2017. Circa 550 sono stati i casi di malattie cerebrovascolari trattati, per la maggior parte si riferiscono a ictus ricoverati in Stroke Unit. Sono 2.700 i bambini nati in Poliambulanza. Cresce di un ulteriore 2,1% il numero di accessi al Pronto Soccorso di Poliambulanza, circa 85.600, con una media di 235 accessi al giorno. Oltre al numero assoluto risultano in aumento del 12% i codici rossi trattati (la media è di 5 codici rossi al giorno). I ricavi totali dell’Istituto Ospedaliero, nel 2018, sono aumentati del 2,2% rispetto al 2017 per un totale di 178 milioni. L’89% del fatturato proviene dal servizio sanitario nazionale. Circa il 63% dei ricavi proviene dall’attività di ricovero, il 24% dall’attività ambulatoriale ed il 13% da altre voci di ricavo. A questi si aggiungono circa 4 milioni di euro di attività non finanziata di cui 2,5 milioni sull’attività di ricovero e 1,5 milioni sull’attività ambulatoriale, perché superiore al tetto di risorse contrattualizzato con Regione Lombardia. Nel 2018 sono stati investiti circa 7 milioni di euro, la parte più significativa per gli investimenti ordinari e la conclusione del progetto UFA (Unità farmaci Antiblastici) per un investimento totale nell’ultimo triennio di circa 30 milioni di euro. Per quanto riguarda invece i lavoratori: i collaboratori in servizio sono 1.910, il 95% dei quali assunti con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. La spesa per il personale ammonta a circa 97 milioni di euro e rappresenta il 55% del totale dei costi.

Poliambulanza ha inoltre portato avanti un’importante attività di formazione, attraverso la realizzazione di corsi di perfezionamento, finanziamenti per l’istituzione di posti aggiuntivi presso le Scuole di Specialità di Medicina con cui sono state stabilite delle convenzioni e master per le “Professioni sanitarie con funzioni di coordinamento”, per “Strumentisti di Sala operatoria”, per “Infermieri di Pronto Soccorso, in “Stomaterapia e incontinenze” e in “Tecniche in ecografia cardiovascolare”. Nel 2018 sono stati 27 gli specializzandi che hanno frequentato in forma continuativa Poliambulanza, provenienti dalle Scuole di Specialità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università degli Studi di Brescia, Milano e Pavia.

 

A Brescia il nuovo Punto Prelievi di Fondazione Poliambulanza

Referti in giornata e corsie preferenziali per l’accesso

 

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Brescia, 14 dicembre 2018 –  Presso la Residenza Sanitaria Assistenziale Casa di Dio la nuova struttura, oggi inaugurata, rappresenta un importante riferimento per la salute di tutti i cittadini. Un supporto per tutti in cui alla professionalità si coniuga la centralità della struttura. Anche i meno giovani che risiedono in zona possono così recarsi in autonomia ad eseguire tutti i controlli di cui necessitano”. “Il progetto che è stato pensato nel 2015 contestualmente alla chiusura di Poliambulanza Centro (ex Ospedale sant’Orsola FBF) – chiarisce Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza – trova oggi realizzazione nella nuova sede di Casa di Dio con l’intento di ripristinare un’attività al servizio dei cittadini che gravitano sul centro storico”. Nella nuova sede, i cittadini possono sottoporsi ai prelievi per le analisi di biochimica clinica, tossicologia, ematologia ed emocoagulazione, immunoematologia, microbiologia e virologia senza doversi recare nella sede di via Bissolati ma con le stesse garanzie di qualità e sicurezza. I campioni biologici prelevati nel nuovo Punto Prelievi sono poi trasportati presso il Laboratorio di Fondazione Poliambulanza, dove vengono analizzati. I referti possono essere scaricati per via telematica dal sito di Fondazione Poliambulanza o ritirati nei siti deputati presso il Punto Prelievi RSA Casa di Dio, oppure presso Fondazione Poliambulanza Via Bissolati 57 dal “totem di distribuzione automatica” situato all’ingresso o allo sportello informazioni.

“Garantiamo per i referti tempi molto veloci – assicura la dott.ssa Franca Pagani, Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio di Fondazione Poliambulanza-. La maggioranza dei risultati è disponibile in giornata. Per alcune indagini potrebbero invece essere necessari tempi più lunghi che dipendono da quelli di processazione”. Il Laboratorio Analisi è accreditato a livello ministeriale e dalla Regione Lombardia e partecipa costantemente a programmi di Verifica Esterna della Qualità. “Le procedure che seguiamo per raccogliere e processare i campioni – continua la dott.ssa Pagani – sono standardizzate e supportate da evidenze scientifiche. Anche il trasporto dal Punto Prelievi al Laboratorio rispetta le normative previste dalla Regione e le raccomandazioni scientifiche”.

I cittadini possono recarsi al Punto Prelievi dal lunedì al sabato, dalle 7:00 alle 9:00, mentre le donne in gravidanza e i pazienti in terapia anticoagulante orale (TAO) usufruiscono di corsie preferenziali per l’accesso.

Poliambulanza: nuovo servizio di diagnosi per prevenire la cecita’ nei neonati prematuri

Con Retcam 3 possiamo assicurare il riconoscimento precoce e trattamenti adeguati
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Ogni anno in Italia, su circa 458mila bambini che nascono, più di 30mila sono prematuri. Una parte di questi (con peso inferiore a 1500 gr. o età gestazionale inferiore alle 32 settimane) rischia di essere affetto da retinopatia del pretermine (ROP), una patologia della retina che colpisce alcuni nati prematuri e può comportare ipovisione permanente o addirittura cecità.  Oggi Fondazione Poliambulanza dà il via al nuovo servizio di Oculistica Neonatale e Pediatrica e mette a disposizione RETCAM 3, un’attrezzatura di assoluta avanguardia per lo screening della ROP e di altre patologie malformative, ereditarie, vascolari e tumorali che colpiscono i neonati e i bambini. “Siamo onorati di disporre, insieme a pochissimi altri centri in Italia, di uno strumento di ultima generazione per lo screening oftalmico, ottenuto anche grazie al generoso contributo di UBI Banca – commenta il dott. Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza -. È una grande acquisizione, di cui potranno fruire tutti i bambini, nati prematuri e non, che affluiranno al nostro centro. Un team multidisciplinare ed esperto prenderà in carica il neonato non solo in fase di diagnosi ma per l’intero percorso di cura garantendo una continuità assistenziale sia ai piccoli che alle loro famiglie”. “E’ un investimento nella comunità a cui UBI Banca dedica costante e continua attenzione e risorse economiche significative, a sostegno di partnership consolidate per lo sviluppo di nuovi progetti ad elevato impatto sociale, che accrescano il bene comune – dichiara Stefano V. Kuhn, Direttore della Macro Area Territoriale Brescia e Nord Est di UBI Banca -. Un progetto per una diagnosi precoce e precisa nei neonati, condiviso con Poliambulanza che opera da oltre cento anni sul territorio, distinguendosi per livello delle prestazioni erogate ed efficienza gestionale”. RETCAM 3 è un’unità mobile dotata di monitor collegato ad una particolare telecamera che consente di visualizzare in tempo reale il fundus oculi del neonato, di fotografare il segmento anteriore (cornea, cristallino, angolo camerulare) e la retina ad ampio campo (130°) e di memorizzare le immagini in un database. Diventa quindi possibile conoscere e documentare lo stato reale di una patologia che potrebbe modificarsi nell’arco di poche ore. L’imaging digitale permette anche di eseguire la fluorangiografia, cioè la colorazione del circolo vascolare retinico, che visualizza le aree ischemiche e tutte le alterazioni vascolari che caratterizzano i diversi stati della ROP.

Offre perciò nuove informazioni utili per predire la progressione della malattia e per effettuare il trattamento tempestivamente e in modo più accurato. “La retinopatia del prematuro si manifesta poiché la retina del bambino non è completamente vascolarizzata alla nascita e l’ambiente postnatale non riesce a riprodurre le condizioni che in utero consentono un normale sviluppo dei vasi retinici – chiarisce la dottoressa Sara Pini, Responsabile del servizio Oculistica Neonatale di Fondazione Poliambulanza e membro dell’Associazione gruppo di studio per la Retinopatia del pretermine -.

Da qui emerge l’esigenza di esaminare i bambini potenzialmente a rischio di ROP (fase di screening), di stabilire i tempi dei successivi controlli (timing) e di identificare lo stadio soglia della ROP cioè quel momento della malattia che necessita di immediato intervento. L’obiettivo principale dello screening è di evitare la progressione della malattia che può evolvere in un distacco della retina e quindi portare alla cecità”. Lo screening oftalmologico va eseguito nei nati prima della 32° settimana o con un peso inferiore ai 1500 grammi. Fondazione Poliambulanza si propone di estendere l’esame anche ad altre categorie di neonati a rischio di alterazioni retiniche e ai casi sospetti di sindrome da scuotimento (Shaken Baby Syndrome). In caso di malattia, si interviene mediante fotoablazione con laser a diodi che consiste nell’eliminazione di quelle aree retiniche prive di vascolarizzazione, che rischiano di compromettere la normale funzionalità della retina. Dato che il bambino pretermine è più a rischio nello sviluppare successivamente difetti visivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia) e strabismo, in Poliambulanza viene seguito con un percorso completo di visite oculistiche e ortottiche durante i primi anni di vita.

 

 

 

 

 

POLIAMBULANZA: ARRIVA ‘SFERA’, SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE EDUCAZIONE RICERCA

Presentato in Fondazione Poliambulanza il nuovo Centro

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Brescia, 23 ottobre 2018 – Il suo nome è SFERA ed è l’evoluzione dell’Ufficio di Formazione di Fondazione Poliambulanza. E’ anche il primo centro formativo inserito in una struttura sanitaria della Lombardia orientale accreditato per erogare Formazione Professionale. Il nuovo progetto si sviluppa per aree tematiche ed è finalizzato alla trasmissione di competenze tecnico-scientifiche, organizzativo-manageriali e all’approfondimento di temi etico-relazionali (centralità della persona), di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Rivolto alle varie competenze nel campo sanitario e socio-assistenziale, prevede corsi con docenti altamente qualificati, convegni, seminari, giornate di studio, workshop monotematici, webinar e formazione e-learning, simulazioni e formazione sul campo. Attraverso l’utilizzo di strumenti all’avanguardia e coniugando un sapere scientifico a esercitazioni pratiche, l’Ufficio Formazione organizza annualmente circa 360 eventi formativi.  Fondazione Poliambulanza mette così a disposizione un’esperienza ventennale, che nel tempo si è rivolta sia all’interno che all’esterno. Nel 2018 i partecipanti esterni saranno oltre 2000, dei quali il 68% medici e il 25% infermieri, provenienti da tutt’Italia.

 

Ma da dove nasce questo progetto? “Il filo che ha guidato l’azione dell’Ufficio Formazione e su cui continua a orientarsi l’attività di SFERA è la volontà di stabilire una forte relazione con il territorio e di rispondere alle sue esigenze – spiega la dott.ssa Sabrina Maioli, responsabile della Formazione in Poliambulanza dal 2003 –. Si è cercato di facilitare i rapporti con la rete territoriale e favorire la continuità assistenziale ospedale-territorio. Consideriamo la realizzazione di eventi formativi all’esterno un’occasione per accogliere necessità, problematicità e bisogni espressi dalla rete socio-sanitaria. Ma anche l’opportunità per mettere a disposizione le nostre competenze e dare il nostro contributo alla collettività. È prevista anche una parte consulenziale per cui l’evento formativo viene sviluppato in relazione alle esigenze delle singole realtà”. “Questo legame ospedale-territorio oltre a favorire l’integrazione dei processi di cura in ottica multidisciplinare – aggiunge il dott. Alessandro Triboldi, direttore generale di Fondazione Poliambulanza – può agire anche sul tema della sostenibilità della spesa sanitaria. Ad esempio contribuendo ad agevolare l’accesso al Pronto Soccorso a pazienti che realmente lo necessitano grazie anche a specifici progetti legati ai medici di medicina generale”. I progetti formativi di Poliambulanza stimolano inoltre la creazione di vere e proprie Professional Community. L’elevata competenza delle aree chirurgiche unita all’alta tecnologia delle sale operatorie (poter disporre di immagini in 4K ultraHD/3D) permette la realizzazione di progetti formativi articolati, in cui le riprese live dell’intervento chirurgico vengono trasmesse in streaming e accompagnate da relazioni scientifiche e discussioni aperte ad interazioni provenienti, in chat, da tutta Europa. Tra le varie offerte formative rivolte all’esterno si inseriscono anche i corsi per conseguire la Qualifica Professionale di “Operatore Socio Sanitario”, riconosciuta in tutto il territorio nazionale.